Fuori dalle cornici

La moda crea dipendenza. Ce lo hanno ripetuto – ma lo sapevamo già – le sfilate della Settimana della moda milanese sulle quali è calato il sipario da una manciata di ore. Come la nicotina o forse anche di più. In maniera un pizzico differente, probabilmente. Perché la moda fa male anche se è bellezza. E perché una volta che inizi ad assumerne, difficilmente puoi resistere alle crisi d’astinenza. Ma la moda è anche evasione, rinascita dalle macerie, incendio purificatore dal vecchio e dal già visto, dall’abusato, dal fuori tempo. E forse per questo non si può vivere senza.
Ce lo ricorda Moschino, che dalle passerelle del capoluogo lombardo ha gridato a tutti il bisogno di invertire la rotta, con le sue modelle che hanno travalicato i confini della cornice dorata d’altri tempi per dare fuoco alle certezze costituite. Moda è anche tornare al sobrio e non aver paura di regalarsi sentimenti in semplicità. Moda è anche lealtà e trasparenza. Alternativa al “falò delle vanità” come l’hanno definito negli alti giri del prestigioso marchio. Motociclette, occhiali avvolgenti, spregiudicatezza. Bianco e nero, borchie ma anche cristalli. Ci penseremo noi a farla nostra, a cucircela addosso, oggi che finalmente si può. Guardiamoci dentro. E poi fuori.